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Diario
3 novembre 2007
Ping pong
Ho deciso di ritornare
dove ero nato, ma non chiedetemi “il perché”; ergo -
qualora lo vogliate - l'indirizzo della vostra blogroll dovrà
essere il seguente: http://articolo2.wordpress.com/
| inviato da francé il 3/11/2007 alle 18:47 | |
16 ottobre 2007
Dichiarazioni affamanti

La
povertà è uno smisurato dramma sociale. La sua portata, tuttavia, si amplifica quando alla
concretezza delle azioni si preferiscono enunciare dissimulatrici parole.
| inviato da francé il 16/10/2007 alle 16:16 | |
15 ottobre 2007
Disse la vacca al mulo...

Qualcuno
ricordi al sig. Sitgraves che la tortura più avvilente viene praticata proprio
lì, dove risiede con le sue puzzolenti chiappe. Qualcuno ricordi, altresì, al
Sig. Sitgraves che i detenuti di Guantanamo se avessero avuto l’opportunità di
essere sottoposti a regime di 41bis c’avrebbero senz’altro
ringraziato…Qualcuno, infine, ricordi al sig. Sitgraves che ormai è un
acclarato somaro.
Sig. Sitgraves faccia
il garantista a 360°: inveisca pure nei confronti del suo macabro sistema
giuridico, noi saremo quì a ritrattare il giudizio appena espresso.
| inviato da francé il 15/10/2007 alle 17:41 | |
15 ottobre 2007
I sogni aiuterebbero a vivere meglio
Dopo l'election day, Mario si ripresenta ai suoi e redige 'sto post: "Nella
democrazia italiana da questa notte qualcosa è definitivamente e radicalmente
cambiato. L'occasione della democrazia diretta è a portata di mano". Questo se merita un commento, pensai. Ma non lo feci, giacché mi accorsi che qualcuno mi aveva preceduto.
| inviato da francé il 15/10/2007 alle 15:38 | |
15 ottobre 2007
Per definizione

Pare
che l'Adinolfi abbia raggiunto lo 0,U %
| inviato da francé il 15/10/2007 alle 2:6 | |
14 ottobre 2007
Piddìncasso. Quando la matematica non è un opinione.
3milioni x 1 €. = 3milioni di €uro.

Auguri!
| inviato da francé il 14/10/2007 alle 22:58 | |
14 ottobre 2007
Ps impossible

P.s. “I globuli si sono
formati. Ripeto: i globuli si sono formati”.
Beppe Grillo, 13.10.2007
| inviato da francé il 14/10/2007 alle 1:17 | |
12 ottobre 2007
L'amico Husky

Ho
un amico eschimese, si chiama Husky, che frequenta il bel paese da un po’ di tempo.
Lui vende foche fresche, le porta direttamente dall'Alaska sul
nostro mercato. Sa tutto di noi, del nostro passato, presente e pure del futuro
(dice). È una persona molto affabile, e per nulla sorniona. Perciò, sovente,
suole rinfacciarmi le nostre astrusità. Inizia sempre col suo solito: “voi
italiani siete strani”! Poi, come di consueto, è un fiume in piena, non
facilmente arginabile, non foss’altro perché non esiste argine alle sue
argomentazioni. Oggi, preso dal suo solito zapping, dopo il suo solito rituale
iniziale, lo vedo sbuffare. Sbuffava perché era annoiato dal sentir disquisire
Milo Infante sul caso Garlasco. Sbuffava non perché a disquisirne fosse Milo
Infante in quanto infante, piuttosto perché nelle reti nostrane
vedeva ripetutamente rigirare i soliti casi di cronaca, che a suo dire non interessano
nessuno. Dice: oggi Garlasco, domani la strage di Erba, poi l’anniversario
Cogne e Novi Ligure. In Tv sempre i soliti psichiatri (che fanno fatica a
capirsi tra loro), criminologi con alte proprietà sonnifere, plastici
tridimensionali, periti occasionali. Tutti, attenti, nel seguire il buon o
cattivo andamento delle indagini. Tutti col fiato sul collo del pubblico
ministero che indaga. Poi passa a chiedermi: ma perché non riuscite mai a dare
la stessa attenzione a quei gravi e nascosti fatti di mafia, ‘ndrangheta, mala
giustizia, corruzione e chi più ne ha più ne metta? Perché dimenticate tematiche
di rilievo nazionale in luogo di fatterelli di cronaca locale? Io, impavido (o,
forse, un po’ paraculo), risposi che si trattava di delitti che comunque destano
un preoccupante allarme sociale. A ‘sto punto lui fa: perché tu sei allarmato? Lo
guardo, con aria circospetta, rifletto un secondo, rispondo: no! Anzi, per nulla!
Husky, quindi, mi guarda e ride, ride, ride e ripete “siete strani”, “siete
strani, voi italiani”! Si solleva, mi fissa, una paccata sulle spalle e via.
Le sue foche lo attendono, dice.
| inviato da francé il 12/10/2007 alle 16:10 | |
11 ottobre 2007
grundnorm
Ad
Hannover c’è un coglione, che ha condannato (giustamente) per violenza sessuale
un giovane sardo, concedendogli come attenuante "il quadro del ruolo
dell'uomo e della donna nella sua terra". Detto in altri termini, vuol
dire che in terra sarda l’uomo è uno stupratore abituale, educato a mirto e misoginismo. Attendo, ansiosamente, le dovute smentite dalla Canalis.
| inviato da francé il 11/10/2007 alle 15:26 | |
10 ottobre 2007
"i papa"
 Di tanto in tanto faccio una capatina sul mio vecchio blog, al fine di eliminare eventuali (nuovi) commenti lesivi del decoro e dell'immagine altrui. Della serie: tutelamose er culo. Oggi, mi ritrovo questo sgrammaticato commento, oggettivamente lesivo della lingua italiana. Un commento così avvilente, da indurmi alla pubblicazione di un post altrettanto avvilente. Vogliate perdonarmi.
| inviato da francé il 10/10/2007 alle 16:18 | |
10 ottobre 2007
Infine
Due ultimi appunti sul Becca. Il
primo riguarda il § XXII: Furti. “I
furti che non hanno unito violenza – scrive – dovrebbero esser puniti con pena
pecuniaria. Chi cerca d’arricchirsi dell’altrui
dovrebbe esser impoverito del proprio” […]. Ora, l’appunto è che il pensiero
del giurista non è sempre praticabile. Invero, se dovessimo applicare questo
principio ai Rom, non sapremmo come venirne a capo. Mi spiego: se un rom ha
appena svaligiato un piccolo commerciante, di cosa lo si voglia impoverire poi?
Del sacchetto di rottami appena trafugato dal cassonetto dell’immondizia? O della
spazzola per capelli della ormai defunta nonna Cinzia? Nulla
quaestio per quel che riguarda “il furto misto a violenza”. Qui si può
convenire col Becca, per cui “la pena dev’essere parimente un misto di
corporale e di servile”. Il
secondo appunto riguarda il § XIX: Prontezza della pena. Qui
Beccaria disquisisce di carcerazione. Sostiene che “il carcere è […] la
semplice custodia di un cittadino finché sia giudicato reo, e questa custodia
essendo essenzialmente penosa, deve durare il minor tempo possibile e dev’esser
meno dura che si possa. […]. La strettezza del carcere non può essere che la
necessaria, o per impedire la fuga, o per non occultare le prove dei delitti”. È
facile dedurre che quanto succintamente riportato contrasta in toto con quel
vento di giustizialismo che sta attraversando, oggi, questo paese. A sentir poi taluni ministri, a
proposito di carcerazione preventiva, vien la pelle d’oca. Cioè, voglio dire, che
se venissero estromesse dal giudizio di applicazione delle misure coercitive le
cd. esigenze cautelari e venisse introdotta l’esecuzione provvisoria della pena
al termine della sentenza di condanna di primo grado (con palese violazione del
principio di non colpevolezza), getteremmo definitivamente nel baratro il
sistema democratico di questo paese. Quei canoni di civiltà giuridica, conquistati
a fatica nel tempo, verrebbero così annientati da un passeggero sentimento di
avversione, fomentato – si badi – dai media nazionali, quotidianamente. Si è
avuta, negli ultimi tempi, voglio dire, una dolosa e sospetta inflazione di
notizie di cronaca nera, che giorno dopo giorno riesce a fomentare sempre più un
sentimento d’odio e di vendetta. Una turbine di intolleranza che ha travolto
tutti, addirittura dei miserabili lavavetri. Poi definiscono Grillo un agitatore di piazze… Il
crimine non si combatte deflazionando le garanzie, bensì riuscendo a trapiantare benessere e cultura alla legalità, a tutti i livelli. Potere giurisdizionale e politico, poi, dovrebbero essere portatori sani di legalità. Anche perché, che
senso avrebbe un sistema processuale giustizialista in una società dove è del
tutto normale e semplice che un procuratore capo possa essere pervaso, dalla
testa ai piedi, da illegalità? Cioè, è come se Jean Tod domani decidesse di mettere Malgioglio alla
guida di una Ferrari.
| inviato da francé il 10/10/2007 alle 2:48 | |
9 ottobre 2007
Pax vobis

"La
vera pace si diffonde là dove gli uomini e le istituzioni si aprono al
Vangelo"
Benedetto
XVI, 7.10.2007
| inviato da francé il 9/10/2007 alle 15:45 | |
8 ottobre 2007
delle pene
A
scoraggiare la criminalità non è tanto la gravità quanto l’ineluttabilità della
pena.
Cesare Beccaria.
| inviato da francé il 8/10/2007 alle 16:20 | |
8 ottobre 2007
dei delitti
I Le
leggi sono le condizioni, colle quali uomini indipendenti ed isolati si unirono
in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di godere una
libertà resa inutile dall’incertezza di conservarla. Essi ne sacrificarono una
parte per goderne il restante con sicurezza e tranquillità. […]
XLI […]
Volete prevenire i delitti? Fate che le leggi sian chiare, semplici, e che
tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di
essa sia impegnata a distruggerle. […]
Cesare Beccaria
| inviato da francé il 8/10/2007 alle 1:7 | |
6 ottobre 2007
ossessioni parallele
Mastella (tanto per prenderne uno caso) è sempre lì con la smania di dimettersi; Berlusconi è sempre lì con la voglia acuta di nuove elezioni. Entrambi, un chiodo fisso: fottere Prodi!
| inviato da francé il 6/10/2007 alle 14:16 | |
6 ottobre 2007
servirebbe un esorcista
Mi sono appena imbattuto sulla pagina dei "più visitati"; e questo blog: "Aurora86": è tra i primi 10 ... ... "... sempre di notte, sempre sottovoce, un modo per capire, per capirsi
e forse anche per capirci ... Buonanotte".
| inviato da francé il 6/10/2007 alle 1:56 | |
6 ottobre 2007
*sfugge il servizio...al momento
“…la Chiesa non si propone mire di potere, né pretende
privilegi o aspira a posizioni di vantaggio economico e sociale. Suo solo scopo
è servire* l'uomo, ispirandosi, come norma suprema di condotta, alle parole e
all'esempio di Gesù Cristo...". "…la Chiesa chiede di essere considerata per la sua
specifica natura e di poter svolgere liberamente la sua peculiare missione per
il bene non solo dei propri fedeli, ma di tutti gli italiani".
Benedetto XVI, 5/10/2007
| inviato da francé il 6/10/2007 alle 1:14 | |
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